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Sul Mondo dei Videogiochi: Intervista a Daniel Vavra (Mafia)


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6 risposte a questa discussione

#1 foboman

foboman

    Defender of Justice... Maguroman! Here I am!

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Inviato 13 settembre 2014 - 11:10

In grassetto le parti più interessanti.

 

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Daniel Vavra è un game designer che lavora in quest'industria da almeno quindici anni. Il suo primo progetto è stato "Mafia: The City of Lost Heaven", nel 2002, seguito dal sequel, Mafia II.

 

Molti lo conoscono oggi per il Kickstarter di "Kingdom Come: Deliverance". E' il primo gioco che Vavra porta avanti con la propria compagnia, Warhorse Studios, locata in Repubblica Ceca.

 

 

 

D: Qual è la più grande differenza nell'industria dei videogiochi di oggi se paragonata al periodo in cui lavorasti a Mafia: The City of Lost Heaven? Le cose sono migliorate o peggiorate?

 

R: Le cose sono molto migliorate. Possiamo essere indipendenti. Possiamo autopubblicare i nostri giochi, perfino sulle console. Possiamo parlare direttamente con i fan attraverso i social network. Ci sono molti nuovi modi di finanziare lo sviluppo di un prodotto. Tutto questo è fantastico ed ideale per la crescita dell'industria e la nascita di nuovi giochi originali. Ci sono anche molti più canali di comunicazione: social media, Youtube, blog. Ai vecchi tempi Internet non era molto diffuso e il potere era tutto in mano alle riviste cartacee, e i giornalisti facevano sempre domande noiose come "quante armi/auto/livelli intendi metterci dentro?". Io stavo cercando di scrivere una storia matura e sofisticata e i più volevano sapere se era possibile investire i pedoni. Oggi, quando cerco di fare un maturo e realistico gioco basato sulla storia, la gente mi chiede perché non ci sono cavalieri donna.

 

 

 

D: Hai lavorato sia come parte di una compagnia più grande, 2K Games, e ora indipendentemente con Warhorse Studios. Noti differenze nel modo in cui l'industria tratta gli sviluppatori indipendenti rispetto a quelli che lavorano presso studio più grandi?

 

R: Quando lavori per un grosso publisher devi fare quello che ti viene detto. C'è poche possibilità tu riesca a fare quello che vuoi. Ed è giustissimo. Ti pagano in cambio della tua lealtà e nessuno ti costringe a rimanere lì. Puoi andartene se le cose non ti stanno bene. Io l'ho fatto, ho corso un sacco di rischi e sperato infine di riuscire a fare ciò che ho sempre voluto. Ma improvvisamente tante persone intorno a me che credono di sapere cosa dovremmo fare io o il resto del mondo hanno iniziato a dire sia a me che ad altri sviluppatori cosa dovremmo sviluppare... solo che questi non ci danno proprio nulla in cambio.

 

Sono cresciuto durante il comunismo, quando i fumetti erano proibiti perché ritenuti decadente propaganda capitalista, i film occidentali censurati e i libri in conflitto con l'ideologia socialista messi al bando... e ti mettevano in prigione se osavi dire ciò che pensavi. Quindi sono allergico alla censura di ogni genere, nel nome di qualunque ideologia. La strada per l'inferno è piastrellata di buone intenzioni. Vorrei dare questo consiglio a tutte le ideologie: se volete che qualcosa sia fatto, fatevelo da soli. Tutti saranno felici a quel punto.

 

 

 

D: Le donne sono ben rappresentate nell'industria dei videogiochi? Non mi riferisco ai personaggi nei giochi, ma agli sviluppatori, designer, ecc...

 

R: Ho lavorato con molte donne in passato. Due di queste sono state i miei capi. Abbiamo diverse donne nel team e spero che siano felici e trattate come chiunque altro. Abbiamo una struttura molto piatta, quindi tutti possono venire a chieder cose a me o a Martin se ci fossero problemi. Abbiamo anche delle coppie sposate che lavorano alla Warhorse, e in passato ho visto diversi altri matrimoni tra colleghi in altre compagnie. L'unica cosa che mi interessa quando assumo qualcuno è il talento. Nient'altro. Non posso parlare a nome delle altre compagnie, ma dubito altamente le cose siano diverse negli Stati Uniti o da qualunque altra parte.

 

La cosa buffa è che quando chiedi ad uno sviluppatore donna come Amy Hennig (nota per Uncharted), ti rispoderà di non aver mai avuto problemi. Ma la gente che continua a parlare di queste questioni, cioè i giornalisti e i blogger, non hanno mai neanche lavorato in una compagnia di videogiochi.

 

La cosa ancora più buffa è che quando guardi al numero di donne che lavorano per queste testate che criticano tanto l'industria per sessismo, ci si rende conto che i numeri sono più o meno gli stessi. [...]. Polygon ha 21 scrittori e solo 5 di loro sono donne... e se si guarda ai loro lettori, l'80% sono uomini. Che giornale sessista!

 

 

 

D: La misoginia è un problema in quest'industria?

 

R: Definisci "industria". Ci sono centinaia di milioni di persone che giocano ai videogiochi, quindi è assai probabile che in mezzo a loro ci siano degli stupidi coglioni. Ma dire che l'industria è misogina solo perché qualche idiota ha scritto qualcosa su Twitter è assurdo. Io sono fermamente convinto che queste cose siano usate come distrazioni in modo da non dover parlare del vero problema: quando sei accusato di qualcosa reagisci accusando l'altro con qualcosa ancor peggiore. Quando qualcuno scrive articoli isterici, aggressivi e manipolatori dove definisce la gente solo "feccia troll neckbeard che vive negli scantinati" deve immaginarsi che forse ci sarà una reazione.

 

Sono stato attaccato su internet tante, tante volte perché spesso e volentieri tendo a dire alla gente cose che non le piace sentire, ma non sono mai andato a frignare da un giornale ne' mi sono mai messo a fare la vittima. Quando la roba si fa seria e qualcuno si mette davvero a fare cose parecchio brutte la cosa migliore da fare e chiamare la polizia e non twittare più.

 

E c'è anche un'altra cosa molto importante. Una buona fetta dei giocatori sono ragazzetti preadolescenti, che sono naturalmente inclini a fare stupidaggini e lesti a ricorrere ad insulti e conclusioni affrettate. Quindi no: l'industria non è misogina. Sono gli stupidi ad esserlo.

 

 

 

D: Forse saprai che il discorso dello scandalo GamerGate è uscito dall'idea che "i [video]giocatori sono morti". Ovviamente è stato solo l'inizio della discussione e quel punto si è superato, ma cosa ne pensi di GamerGate e del suo obbiettivo? Sei d'accordo con loro?

 

R: Non credo abbiano un obbiettivo. Sono solo un gruppo di persone insoddisfatte dell'attuale stato del giornalismo inerente all'industria dei videogiochi. Quindi parlerò piuttosto delle mie ragioni. Mi ci sono voluti due anni per avviare una compagnia, rischiando la bancarotta in numerose occasioni. Penso che stiamo riuscendo a fare qualcosa che nessuno ha mai fatto prima: una rappresentazione storica ed accurata dell'Europa medioevale accompagnata da una storia seria e matura.

 

Ed ecco che mi devo sentire chiamare razzista perché non ci sono persone di colore nel nostro mondo medioevale, perché ci sono illuminazioni bibliche nel nostro paese con la Regina di Sheba (che putacaso viveva in Africa 2000 anni prima del nostro gioco). Poi mi chiamano sessista, perché abbiamo dovuto inserire uno stretch goal per aggiungere un personaggio giocabile donna: come se fare un'intera nuova questline non costasse nulla. E tutti questi discorsi fatti quando il gioco è ancora in una fase di sviluppo piuttosto iniziale e nessuno ha ancora idea di cosa parlerà effettivamente la storia. Pensate forse che qualcuno voglia rimanere coinvolto in queste discussioni assurde durante una campagna per racimolare il denaro dal quale dipende l'esistenza del proprio studio?

 

Questo è successo anche ad altri sviluppatori. Per Assassin's Creed sono stati scritti 5 differenti articoli sulla sua mancanza di personaggi giocabili donna su testate di grande notorietà. Cinque! In un solo giorno! Uno dopo l'altro! E possiamo continuare: la cover "scandalo" di Far Cry 4, Stanley Parable accusato di razzismo, Wildstar accusato di sessimo, God of War, Hotline Miami, BioShock, Divinity: Original Sin, The Witcher... Nessuno osa più cercare di proteggere la propria arte, perché significherebbe un'istantanea condanna per misoginia/razzismo/omofobia/sessimo... e poi si scopre che le persone che fanno queste accuse hanno dei terribili conflitti d'interesse dietro le quinte e dei principi morali alquanto discutibili. Il bue che da' del cornuto all'asino.

 

 

 

D: Cosa ne pensi delle accuse di corruzione? Pensi siano profondo quanto alcuni vogliono farci credere?

 

R: Non lo so e non m'importa. Il grosso problema è che c'è un gruppo di persone che crede di sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato e si sono imposti la missione di rendere il mondo un posto migliore proteggendo gli oppressi: non gli importa neanche cosa ne pensino questi "oppressi". Censurano ogni cosa che non li aggrada. Cercano di censurare Twitter. Credono di essere migliori del resto del mondo. E' divertente vedere come siano completamente incapaci di sostenere una conversazione o portare avanti argomentazioni solide. Li avete mai visti durante un confronto diretto? Penso di no, perché il confronto lo evitano: abbaiano da dietro il cancello e si mettono a fare le vittime se qualcuno gli abbaia contro di risposta.

 

E non saranno mai soddisfatti. Se non hai un personaggio gay nel tuo gioco sei omofobo, se ce l'hai sei omofobo lo stesso perché a loro non piace come lo hai rappresentato. Se metti una bella donna sei sessista perché promuovi l'ideale della donna bella, se la metti brutta sei comunque sessista, se ci puoi combattere contro sei misogino perché inciti alla violenza sulle donne, se non ci puoi combattere contro allora le stai rappresentando solo come oggetti. Se poi decidi di non metterci proprio donne perché non c'è modo di rappresentarle correttamente e ti vuoi togliere il problema sei comunque misogino perché le hai ignorate.

 

E' una caccia alle streghe e sta affliggendo la mia libertà artistica.

 

 

 

D: Ti sei fatto sentire spesso su Twitter riguardo GamerGate durante la scorsa settimana e hai spesso menzionato la paura che molti sviluppatori hanno di essere inseriti in una lista nera. Hai anche menzionato il fatto di aver messo la tua reputazione in gioco per aver deciso di parlare. Pensi che queste "liste nere" siano giustificate?

 

R: Quando vai a guardare gli standard morali di certa gente, quando senti persone rispettabili esser definite "falsi testecalde, shitlord misogini e neckbeard da scantinato", quando scopri che uno dei siti più grandi di quest'industria (Polygon) ha una lista nera di persone di cui si rifiutano di ascoltare l'opinione, cosa ti aspetti? Molti decidono di non andare a fondo alla vicenda e si fanno un'opinione superficiale basandosi sulla reazione isterica nata da minacce anonime quando la vicenda è assolutamente differente.

 

Sì, penso che ci saranno dei giornalisti a cui non piaccio io che non gradiranno il nostro gioco. Ritengo che molti penseranno che io supporto l'odio contro le donne anche quando non è assolutamente vero. Potrei perdere degli amici. Ma penso di stare lottando per la libertà di parola e artistica e ritengo sia molto importante. E penso anche che molti giornalisti abbiano superato il limite e che qualcuno debba farlo notare.

 

Leigh Alexander, che scrive per diversi giornali a tema videoludico di gran notorietà, ha una agenzia di PR mentre contemporaneamente scirve per Gamasutra, minacciando la gente con frasi come "Sono un megafono capace di distruggervi" e indicando persone come Adam Baldwin come un "rintontito testacalda". Ma che diavolo è? Come è possibile che questa persona abbia ancora un lavoro? E come è possibile che questa stessa persona si permetta di insegnarci la moralità e l'etica scrivendo articoli contro infantili troll da scantinato misogini? Ma fatemi il piacere!

 

 

 

D: Lo scandalo GamerGate avrà conseguenze su Kingdom Come: Deliverance? Cambierà personaggi, storie o parte del mondo?

 

R: No. Avevamo già pensato ad un personaggio femminile ancora prima di iniziare, solo che non avevamo i soldi per implementarlo. C'erano già personaggi gay nel gioco, così come sono presenti differnti minoranze. Perché tutto ciò che vogliamo fare è una storia forte e matura. Una storia che voglio raccontare da anni e che non cambierò certo a causa della pressione che altri vogliono fare su di me.

 

(Fonte: techraptor. Nota: le idee espresse da Daniel Vavra non sono necessariamente condivise dall'autore dell'articolo o da TechRaptor).



#2 Astix

Astix

    Principe del Valhalla

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Inviato 13 settembre 2014 - 12:40

Un riassunto sugli sviluppi dello scandalo Gamergate? Non sono rimasto molto attento.



#3 foboman

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    Defender of Justice... Maguroman! Here I am!

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Inviato 15 settembre 2014 - 10:51

Ci vuole troppo ad infilarli in un post, penso ci farò un altro topic.



#4 Dark Sky

Dark Sky

    Blablabla Mr. Freeman

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Inviato 15 settembre 2014 - 01:20

O magari, ne parlerai nel tuo blog.
La saggezza in una Lasagna

A nessuno importa se sei casual o no. Chi vuole sottolineare la differenza tra casual e vero gamer è solo uno che vuole sentirsi importante nella sua insignificanza, quindi la prossima volta che accade sfottiamoli tutti

 
La promessa di Bertaccio

All'ultimo gioco se non so la parola dirò la cipolla. LO GIURO.


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DarkSkyHD.jpg
Anime-Planet.com - anime | manga | reviews

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Clicca sull'immagine e prova ora la demo!!
che purtroppo rimarrà solo una demo... mi sa che qualcuno sarà anche contento (XD)... era partito male e non poteva continuare bene... beh magari un giorno... chissà... le idee c'erano, e anche buone.

#5 Mewster

Mewster

    Last Hope

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Inviato 15 settembre 2014 - 01:21

O magari, ne parlerai nel tuo blog.


Logo.png 2073lt2.png
 
23wnuon.jpg
 
 



(ti ripudio come uomo, da oggi sarai mewster, l'aggraziata)

 
http://www.phantomca...ianto/?p=379716
 
Never fucking forget.
Così che non me lo dimentichi mai.

#6 Kelo

Kelo

    Ragnarok Totale

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Inviato 15 settembre 2014 - 04:03

O magari, ne parlerai nel tuo blog.


NlzcgAi.png


Anche su: ZSmdzv6.png 200px-Deviantart_logo_normal.png


#7 Astix

Astix

    Principe del Valhalla

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Inviato 15 settembre 2014 - 04:44

O magari, ne parlerai nel tuo blog.






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